Ceratura e Verniciatura

CERATURA

Ultimata la levigatura, la pavimentazione in legno può essere trattata a cera o a vernice.
Se la decisione sarà per la ceratura, il parchettista si dovrà attenere a queste fasi operative:

  • stesura di una mando di fondo (prodotto riservato alle vernici)
  • carteggiatura dello stesso dopo circa tre giorni
  • aspirazione della polvere e stesura con un panno pulito della prima mano di cera liquida sintetica

Il cliente prima di occupare i locali dovrà poi passare la superficie cerata con una propria lucidatrice (comune elettrodomestico), dopo aver tolto, con paglietta di ferro e acqua ragia, eventuali macchie superficiali.

Sarà cura di quest’ultimo passare la superficie con una seconda mano di cera, tirandola il giorno dopo sempre con la stessa lucidatrice.

Evitare l’uso di cera a base di oli solventi vegetali, dato che per esse le operazioni di stesura diventano abbastanza complicate e complicate permangono le operazioni di manutenzione.

VERNICIATURA

È un trattamento protettivo a lunga durata e va eseguito con una temperatura ambiente tra i 18 ed i 20° C. Le vernici possono essere: lucide, semilucide, opache; il valore della brillantezza e dell’opacità viene nella scala di valori da 1 a 100:

  • 10 rappresenta il “gloss” della massima opacità
  • 95 rappresenta il “gloss” della massima brillantezza

Le vernici indicate per le pavimentazioni in legno sono le seguenti (tutte le altre offrono prestazioni di gran lunga inferiori)

  • le ureiche a catalizzatore acido (catalizzatore al 10%), odorose, molto dure ed elastiche
  • le poliuretaniche bicomponenti (normali o ignifughe), abbastanza resistenti all’abrasione
  • le poliuretaniche bicomponenti alifatiche resistenti all’ingiallimento

I valori di resistenza all’abrasione si determinano con “l’abrasimento TABER” e si basano sulla perdita in peso del campione verniciato sottoposto ad abrasione; a una minore pedita di peso, misurata in mg. corrisponderà una maggiore capacità di resistenza della vernice.

Le vernici poliuretaniche si accompagnano ai fondi i quali dovranno offrire solo ed esclusivamente capacità aggancianti per la prima mano di vernice. I fondi che garantiscono prerogativa sono esclusivamente i “fondi monocomponenti alla nitro (fondi al solvente)”, costituiti con “poco secco” e quindi dotati di forte capacità penetrativa, conseguentemente non originano “crateri”, penalizzano un po la brillantezza della vernice. Attenzione ai fondi poliuretanici, molto sensibili alle alte percentuali d’umidità interne (specie nei periodi estivi), provocano “velature bianche” sopra di essi; è chiaro che si devono evitare.

In presenza di alte temperature ambientali, sia le vernici ureiche che le vernici puliuretanciche, vanno allungate con specifico diluente al fine di ritardarne l’essiccazione. Le vernici ureiche a catalizzatore acido, le più versatili, le più dure, esaltano le tonalità delle varie essenze legnose, in alcuni casi anche alternandole per reazione chimica con particolari sostanze presenti nel legno (oleoresine, grassi, ecc.); le vernici poliuretaniche bicomponenti con fondo monocomponente alla nitro, non alterano la tonalità delle varie essenze legnose.
Per le nuove pavimentazioni sono consigliate quattro mani di vernice (per le ureiche) oppure una sola mano di fondo e tre mani di vernice (per le poliuretaniche): la quarta mano dopo circa 30 giorni dalla terza mano.

Le vernici nascono “lucide” renderle “semilucide o opache” significa diminuirne le capacità protettive. Qualora fosse richiesta una “verniciatura opaca”, così, fine a se stessa, darebbe un risultato molto carente per quanto riguarda la capacità protettiva; e assai opportuno creare una “base consolidata” e quindi, prime due mani di vernice lucida, ultima mano di vernice opaca.

Possibili inconvenienti a stesura ultimate determinati da anomali situazioni ambientali:

  • sfumature superficiali o sbiancature, dovute al passaggio di correnti d’aria fredde
  • formazioni di superfici “a buccia di arancia”, dovute ad un improvviso abbassamento della temperatura ambiente.
  • ispessimenti stratiformi per un abbassamento di temperatura durante o subito dopo la stesura di una mano di vernice

Consigli per il parchettista

  • evitare che parti metalliche del pennello possano venire a contatto con le vernici ureiche, in quanto determinerebbero la formazione di macchie bluastre sulla superficie della pavimentazione in legno
  • non eseguire mai verniciature in locali che si vengano a trovare in piani terreni, salvo non siano state adottate le dovute precauzioni “isolanti”
  • non oprare verniciature in locali per i quali non sia prevista una quasi immediata occupazione degli stessi (salvo una garantita ventilazione giornaliera)
  • far prendere possesso dei locali non prima di tre o quattro giorni dall’ultima mano di vernice, evitando di accendere luci prima d’aver arieggiato i locali stessi
  • rendere noto che, campionature verniciate, non costituiscono termine di paragone con gli esiti finali di una verniciatura eseguita sul posto

Avvertenze

Dopo circa due o tre mesi dall’ultimazione della verniciatura, in concomitanza con alte temperature ambientali (22°C ed oltre), le tavolette o le doghe assumono una conformazione “bombata”, ben visibile in controluce.

Ceratura e Verniciaturaultima modifica: 2015-09-29T13:15:00+02:00da contattarossi
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento